Nutrire il bambino, estinguere la violenza #6 

Universa, il principio femminile che si racconta, oggi parte dal seme della violenza che in potenziale è presente in ogni essere umano e riflette su come l’intenzione della compassione tutto possa trasformare.

Purtroppo siamo ancora circondati dalla violenza e dalle discriminazioni. Questi fenomeni sono a volte eclatanti, persone che fanno del male ad altre persone e che vediamo ovunque, al telegiornale, negli articoli di giornale e nei post sui social che raccontano di tragedie commesse. Ma la violenza è anche sottile e si insinua nei modelli culturali e sociali che spesso adottiamo senza la capacità di riconoscerli come violenti, che alimentano pensieri di misoginia e di disparità di potere.

Ma quando questi pensieri si formano? In che modo possiamo trasformarli?

Prendo d’ispirazione le parole della competente prof.ssa Daniela Lucangeli, docente di Psicologia dell’Educazione e dello Sviluppo dell’Università di Padova, che comunica egregiamente concetti complessi in modo semplice. In questo un orco le scrive una lettera, dopo averla ascoltata ad una conferenza tenutasi nella sua prigione, e lei fa una profonda riflessione in perfetta risonanza con quanto il principio femminile vuole manifestare.

L’illuminata Prof.ssa Lucangeli dice: “Prima di mostrificarsi o di mostrificare ogni orco è stato un bambino. Abbiamo a disposizione un tempo per renderli più forti, nutrendo quel bambino invece di alimentare la mente dell’orco”.

Prima deduzione logica: nessuno di nasce orco, orco si diventa. Quindi nessuno alla nascita è un essere violento, la violenza è solo uno dei tanti semi presenti.

Seconda deduzione logica: tutti potenzialmente possiamo diventare violenti e forse in ognuno di noi esiste anche il seme della mostruosità che a volte cresce, prende il sopravvento e ci fa sviluppare comportamenti aggressivi.

Terza deduzione: se nutriamo il “bambino” possiamo evitare che sviluppi quel seme di violenza, sopraffazione e discriminazione.

In che modo possiamo nutrire il “bambino”?

E’ necessaria un’evoluzione culturale che innanzitutto renda evidenti tutte le forme di violenza anche quelle più sottili, perché ad oggi sono le meno riconoscibili. E’ responsabilità degli adulti individuarle correttamente se vogliamo insegnare qualcosa di nuovo ai bambini.

E’ necessaria una collaborazione più attiva tra le famiglie, la comunità e il sistema educativo. Sono elementi cruciali che contribuiscono in modo forte alla formazione del bambino e devono imparare a lavorare in forma più integrata in modo che si crei un mutuo supporto, un ambiente protetto e una coerenza di valori e messaggi.

Ci dobbiamo rendere conto che siamo tutti educatori potenziali attraverso l’esempio dato ai nostri figli, ai compagni dei nostri figli e a tutti i bambini che incontriamo nel nostro percorso. Siamo responsabili non solo del nostro minuscolo nucleo familiare, ma possiamo influenzare positivamente anche il nostro intorno.

Universa promuove l’uso del proprio potere dell’intenzione e di come, piccole azioni eseguite in coscienza con l’intenzione della compassione, dell’inclusione, dell’accettazione, possono in potenziale creare uno tsunami d’amore in un altro tempo o spazio e trasformarsi in profondi radicali cambiamenti, ad esempio possono trasformare il mondo in una terra senza violenza, sopraffazione e discriminazione.

Il principio a cui si fa riferimento è l’energia del riverbero: integrare piccoli gesti ricchi di presenza e compassione e affidarli all’effetto butterfly.

I bambini che non sono visti, compresi, accettati, ascoltati e protetti, rischiano di diventare adulti violenti. Hanno incontrato sul loro cammino troppi adulti che hanno rafforzato in loro questa percezione di sopraffazione e possesso.

La parola chiave resta sempre la prevenzione. I bambini sono innocenti ed è l’interazione con adulti mostruosamente “ciechi” che li trasforma.

La prima necessità è educare alla gestione delle emozioni. Dare strumenti concreti per imparare a gestire e riconoscere la rabbia, l’invidia, la gelosia, la superbia, la discriminazione sessista e razziale. Per trasformare è necessario innanzitutto riconoscere, accettare e poi comprendere che esistono altre strade più nutrienti per le relazioni e per il benessere individuale.

Il potere dell’intenzione fa crescere tutto quello che noi innaffiamo con l’attenzione.

Più sollecitiamo i bambini alla prestazione e al confronto, più avremo un mondo competitivo, dove per vincere altri devono perdere. Sollecita alla collaborazione e allo sviluppo di un’unicità e autenticità dell’essere.

Più associamo ai comportamenti etichette dividendoli in categorie “comportamenti da vero maschio” e “comportamenti da femminuccia” più alimentiamo inadeguatezza e denigrazione. Valorizziamo la sensibilità individuale e anche la libertà di essere al di fuori degli stereotipi di genere. Etichettando come femminili le relazioni profonde, le emozioni, l’empatia abbracciamo pienamente una cultura che svaluta ciò che è “femminile”. Così facendo i maschi crescono sminuendo il loro lato relazionale, i loro bisogni e i loro desideri relazionali e nell’adolescenza il loro linguaggio emotivo si riduce notevolmente. In questo modo alimentiamo una “mascolinità tossica”, che detta le regole e chiede continue dimostrazioni di prestazioni. Il bullismo e l’omofobia derivano proprio da questa virilità velenosa. E chi non si conforma è un diverso, spesso deriso ed emarginato.

Bisogna spiegare ai bambini il valore di mostrare le proprie emozioni e la bellezza di aprirci ad una vulnerabilità come Brene Brown insegna in questo .

Rispetta, proteggi e difendi l’innocenza di ogni bambino che incontri e impegnati a debellare la tua quota di mostruosità del mondo.

Il non alimentare esclusioni, ghettizzazioni ci permette di nutrire i bambini in modo nuovo. Ci permette di ridurre il senso di rabbia e frustrazione che viene fuori da un’infanzia spesso cruda e vissuta con gli occhi innocenti di un bimbo senza strumenti adeguati. Le emozioni non espresse sono energie bloccate che quando trovano sfogo esplodono distruggendo l’individuo all’interno o all’esterno.

Dobbiamo essere un sostegno anche per quegli adulti che hanno meno strumenti di noi. Dobbiamo percepirlo come un dovere, un privilegio, un’opportunità.

La migliore prevenzione è la strada che risveglia l’amore incondizionato nel cuore di ogni persona. Universa orienta la tua attenzione verso l’inclusione, la libera espressione, la cooperazione e la compassione.

Affermazione potenziante: Io sono genitore del cuore di ogni bambino. Io innaffio il mio cuore e quello dei bambini che incontro sempre con amore incondizionato. Io vedo gli occhi di un bambino in ogni adulto che incontro.

MI PRESENTO

Sono una sognatrice, credo in un mondo migliore e ho deciso, finalmente, di dare il mio contributo concreto per costruirlo, fondando UNE. Sono un'“Eterna turista” dell’anima e del mondo.